Inside Tunisia, una intervista a Mehdi Tekaya


Ricevo e pubblico
E’ confermato, il 16 febbraio atterrerò a Tunisi per documentare, per 10 giorni, un paese che conosco dall’infanzia, ma che mi è oggi totalmente sconosciuto. Questa Tunisia mi è sconosciuta perché la parola e la speranza si sono liberate dopo 23 anni di dittatura. E’ una Tunisia nuova, dove i recinti degli alberghi non sono più, per il viaggiatore, l’ultima frontiera di una democrazia di facciata. C’è tutta una società civile in ebollizione, da scoprire e incontrare.

L’idea di questo reportage “open-source” fatto di impressioni, interviste, video e analisi che saranno rilasciati con una licenza creative commons, è maturata in base a due considerazioni. Dopo il focus mediatico sugli eventi che hanno portato il dittatore Ben Ali alla fuga, la Tunisia è sparita di nuovo delle preoccupazioni giornalistiche, come accade troppo spesso con altri temi d’attualità. Ma le incognite e le domande rimangono numerose. Dall’altra parte, in un articolo sul giornale spagnolo La Vanguardia, il sociologo Manuel Castells ha applicato il concetto di “wiki rivoluzione”[1] alla Tunisia basandosi sul fatto che l’accesso a una rete di informazioni rizomatiche è stata essenziale nel processo di caduta della dittatura e lo sarà anche in quello della ricostruzione. Vogliamo dunque contribuire modestamente a questo fatto storico e inserirci positivamente in questa rete di informazioni orizzontale.

Dopo la definizione del progetto è iniziata anche la ricerca, non sempre facile e concludente, di uno sponsor che incontrasse non solo il nostro entusiasmo ma anche questa filosofia dell’informazione basata sulla condivisione del sapere. Uno di quei piccoli miracoli che avvengono grazie alla rete ci ha messo in contatto con l’associazione Wikimedia Italia che ha accettato di sostenere il progetto. Come dire, non ci poteva capitare di meglio. Sia perché abbiamo incontrato un partner naturale per il progetto sia perché loro stessi si sono messi in moto subito e con passione, aiutandoci a definire meglio il progetto e offrendoci visibilità e aiuti tecnici, libertà editoriale e, cosa non da poco, un rimborso spese. Per contraddire subito i commenti del tipo “E vabbè, questo post così compiacente l’hanno scritto direttamente loro”, non posso tacere l’unico punto nero di questa collaborazione: la felpa e il capellino “Wikimedia” che mi mandano credendo di farmi piacere.

Mehdi Tekaya

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6 risposte a Inside Tunisia, una intervista a Mehdi Tekaya

  1. Xaura ha detto:

    Mi scuso con il vicepresidente per aver insinuato che era un taccagno a non mettere felpa e cappellino nel pacco dono…

  2. Pingback: Tweets that mention Inside Tunisia, una intervista a Mehdi Tekaya | Wiki(media) It Rumors -- Topsy.com

  3. Jaqen ha detto:

    Bella intervista, sembra il TG1! (non me ne voglia l’intervistato)

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