And the winner is (#memewikipedia)

Il concorso da me indetto tempo fa è stato vinto da Alessio ~ Bl@ster che ci manda orgoglioso una foto del premio

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InsideTunisia parte, e un po’ anche noi con lei

Grazie alla volontà di Mehdi, e un po’ all’aiuto di Wikimedia Italia, parte il viaggio di inside Tunisia.

Mehdi Tekaya, 28 anni. Di origine tunisina e nato in Belgio dove ha conseguito una laurea in Storia Contemporanea all’Università di Liegi con una tesi riguardante i movimenti sociali nel dopoguerra. Parallelamente si impegna nella formazione e la divulgazione dei primi progetti internet belgi legati al citizen journalism e all’open publishing.

Dal 2007, si è trasferito in provincia di Reggio Emilia dove esercita la professione di consulente in tecnologie dell’informazione e allo stesso tempo si impegna in diversi progetti pedagogici legati al tema della Resistenza. Ha partecipa al gruppo di lavoro che ha curato per Istoreco la realizzazione del progetto European Resistance Archive. Nel quadro della manifestazione culturale “Duemila Resistenze” cura un’intervista esclusiva a Giorgio Bocca e coordina diversi incontri che coinvolgono personalità del mondo della cultura come w:Wu Ming, Gianluca Morozzi e w:Yo Yo Mundi.

Nel 2011 è co-autore con Global Voices Online dell’ebook “70 chilometri dall’Italia. Tunisia 2011: la rivolta del gelsomino” edito da Quintadicopertina.

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Inside Tunisia, una intervista a Mehdi Tekaya

Ricevo e pubblico
E’ confermato, il 16 febbraio atterrerò a Tunisi per documentare, per 10 giorni, un paese che conosco dall’infanzia, ma che mi è oggi totalmente sconosciuto. Questa Tunisia mi è sconosciuta perché la parola e la speranza si sono liberate dopo 23 anni di dittatura. E’ una Tunisia nuova, dove i recinti degli alberghi non sono più, per il viaggiatore, l’ultima frontiera di una democrazia di facciata. C’è tutta una società civile in ebollizione, da scoprire e incontrare.

L’idea di questo reportage “open-source” fatto di impressioni, interviste, video e analisi che saranno rilasciati con una licenza creative commons, è maturata in base a due considerazioni. Dopo il focus mediatico sugli eventi che hanno portato il dittatore Ben Ali alla fuga, la Tunisia è sparita di nuovo delle preoccupazioni giornalistiche, come accade troppo spesso con altri temi d’attualità. Ma le incognite e le domande rimangono numerose. Dall’altra parte, in un articolo sul giornale spagnolo La Vanguardia, il sociologo Manuel Castells ha applicato il concetto di “wiki rivoluzione”[1] alla Tunisia basandosi sul fatto che l’accesso a una rete di informazioni rizomatiche è stata essenziale nel processo di caduta della dittatura e lo sarà anche in quello della ricostruzione. Vogliamo dunque contribuire modestamente a questo fatto storico e inserirci positivamente in questa rete di informazioni orizzontale.

Dopo la definizione del progetto è iniziata anche la ricerca, non sempre facile e concludente, di uno sponsor che incontrasse non solo il nostro entusiasmo ma anche questa filosofia dell’informazione basata sulla condivisione del sapere. Uno di quei piccoli miracoli che avvengono grazie alla rete ci ha messo in contatto con l’associazione Wikimedia Italia che ha accettato di sostenere il progetto. Come dire, non ci poteva capitare di meglio. Sia perché abbiamo incontrato un partner naturale per il progetto sia perché loro stessi si sono messi in moto subito e con passione, aiutandoci a definire meglio il progetto e offrendoci visibilità e aiuti tecnici, libertà editoriale e, cosa non da poco, un rimborso spese. Per contraddire subito i commenti del tipo “E vabbè, questo post così compiacente l’hanno scritto direttamente loro”, non posso tacere l’unico punto nero di questa collaborazione: la felpa e il capellino “Wikimedia” che mi mandano credendo di farmi piacere.

Mehdi Tekaya

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Altre da Rimini, i quiz wikipediani (ricchi premi e cotillon)

E così anche a Rimini abbiamo festeggiato i 10 anni di Wikipedia. Non eravamo moltissimi a voler fare questa cosa, una decina di persone oltre a qualcuno che si è aggregato all’ultimo. Abbiamo passato un pomeriggio in compagnia grazie all’ospitalità del nostro barista di fiducia, Marco, che ci ha permesso di attaccare qualche cartello. Avevo preparato dei quiz, giusto per fare un giochino. Uno facile e uno difficile, su wikipedia ovviamente. Inutile dire che il quiz facile è andato per la maggiore, quello difficile l’hanno scelto in pochi, diciamo chi passa al computer gran parte del tempo in cui non dorme… e non su facebook! Il premio era piuttosto sostanzioso: un applauso. Alla fine poi ogni domanda suscita discussioni, sia sulle proporzioni del fenomeno wikipedia e davanti ad un caffè o un aperitivo è stato bello discutere anche se tra pochi intimi (più qualche comparsa).

Paola R.

E visto che l’idea del quiz ci piace, lo pubblico di seguito e prometto un gadget wikipediano tra i primi che risponderanno esattamente a tutte le domande. Mandate una mail con le risposte a wikimediaitalia@gmail.com segnalando nome, cognome, indirizzo e se possibile numero di telefono. (I soci di WMI non possono partecipare al concorso, perché se no è troppo facile 🙂 ).

Wiki quiz

Facile

1.Cosa vuol dire che Wikipedia è un’enciclopedia libera?
a.Che ognuno può scrivere quello che vuole;
b.Che i contenuti sono ridistribuibili e gratuiti;
c.Che i contenuti non devono essere citati per forza;

2.Chi può scrivere su Wikipedia?
a.Tutti;
b.Chi paga;
c.Chi è qualificato;

3.Quanti visitatori ha al mese Wikipedia?
a.Circa 40.000;
b.Circa 400.000;
c.Circa 4.000.000;

4.Come si sostenta Wikipedia?
a.Con le donazioni delle persone;
b.Con contributi statali;
c.Con finanziamenti di aziende private e banche.

Difficile

1.Come si chiama il fondatore di Wikipedia:
a.Steve Jobs;
b.Mark Zuckerberg;
c.Jimmy “Jimbo” Wales;

2.In che città è stato registrato il sito?
a.San Francisco;
b.Londra;
c.New Orleans;

3.Quanti sono i progetti della Wikimedia Foundation?
a.9 (Wikipedia, Wikizionario, Wikiquote, Wikibooks, Wikisource, Wikimedia commons, Wikispecies, Wikinotizie, Wikiversità);
b.20;
c.27;

4.Wikipedia è, secondo le statistiche di Google, tra i 20 siti più visitati al mondo. Più precisamente, in che posizione si trova?
a.1;
b.4;
c.7.

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WikiX, la festa dei dieci anni di wikipedia. Come è andata a Milano.

La festa a Milano ha visto la partecipazione della scena web 2.0 milanese, e di almeno una mezza dozzina di soci fondatori di Wikimedia Italia. Purtroppo Jimbo non è riuscito ad intervenire, peccato avevamo tenuto un pezzo di torta anche per lui.

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WikiX, la festa dei dieci anni di wikipedia. Come è andata a Rimini.

Anche a Rimini, e purtroppo senza che il sottoscritto se ne accorgesse, si è svolta una festa per i 10 anni. Per ora solo una foto, appena possibile darò altri particolari.

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WikiX, la festa dei dieci anni di wikipedia. Come è andata a Roma.

La mattina sotto un cielo nuvoloso ci siamo trovati davanti all’ingresso del Foro Romano: nonostante il fatto che la maggior parte dei giornali che hanno parlato degli eventi organizzati per l’occasione parlassero di una visita ai Fori imperiali, siamo riusciti a ritrovarci lo stesso.

Aspettando che arrivassero tutti ci siamo presentati, ovvero, ho costretto tutti a presentarsi e dire come mai si trovavano con noi (del resto tutti erano stati avvisati: lo scopo era conoscere e farci conoscere, no?) C’erano diversi wikipediani del progetto Roma, da cui era partita l’dea di fare qualcosa anche noi, non solo a Milano. Abbiamo anche conosciuto un imprenditore e sua figlia, studentessa di restauro, che avevano sentito l’intervista del presidente di Wikimedia su Radio2 e si erano incuriositi, il più giovane wikipediano attivo con la sua mamma, le insegnanti che si ritrovano le ricerche copiate dai loro studenti su Wikipedia. Speriamo che per tutti conoscere chi si nasconde dietro i misteriosi nick e soprannomi con cui collaboriamo al progetto abbia fatto capire quello che forse non è sempre così chiaro per chi si limita a leggere: “guardate che si può sempre intervenire” era il grido di battaglia.

Poi abbiamo fatto il biglietto e siamo entrati. Nel frattempo aveva anche cominciato a farsi una bellissima giornata con una splendida luce per le fotografie. E siamo passati alla seconda parte del programma: far conoscere. Abbiamo iniziato da una breve ripassata di ciò che si vedeva intorno a noi nel Foro, le fasi successive della sua evoluzione urbanistica e poi siamo passati all’argomento dichiarato. Un po’ una sfida: l’argomento scelto, in base alle preferenze della guida, era un po’ specialistico, ma siamo andati in giro per il Foro mostrando mensole, kyma ionici e lesbi e capitelli compositi e corinzi,  con l’ausilio anche delle pagine e delle immagini tratte da Wikipedia scaricate sul mio tablet. Si era fatto persino caldo e siamo riusciti ad arrivare fino alla basilica di Massenzio e al tempio di Venere e Roma, la cui cella lato Colosseo è da poco nuovamente aperta alla visita. Ormai sembrava quasi una giornata di primavera e abbiamo cominciato a salutarci e ad avviarci alla spicciolata verso l’uscita.

MM

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